domenica 24 2018 giugno la seconda edizione di

“Montegar le caore come sti ani”

   

LE CAPRE SALGONO IN MALGA: È LA “MONTEGADA”
Domenica si potrà seguire il gregge che va all’alpeggio


Per le capre è arrivato il momento di salire in quota. E così come lo è per il loro ritorno in
valle a fine stagione, anche la partenza per l’alpeggio è occasione di festa. Dopo la prova
generale dello scorso anno, torna domenica 21 giugno la seconda edizione di “Montegar le
caore come sti ani”. Il programma prevede il ritrovo alle 9 in località Piazzol (Molina di
Fiemme) dove verranno serviti caffè d’orzo e torta di mele. Dopo la colazione, capre,
pastori e accompagnatori partiranno in direzione Malga Agnelezza. Il gregge, formato da
capre e da pecore, sarà di circa 350 capi: ad aprire loro la strada il car da montegar, carico
di ciò che veniva portato in quota dai pastori: dal paiolo per preparare la polenta ai
materassi sui quali dormire durante i lunghi mesi estivi lontano da casa. Per i bambini sarà
disponibile un’altra carrozza sulla quale potranno salire se durante il percorso saranno
stanchi. Alle 10.30 sosta e rinfresco al Baito del Lola, mentre alle 12.30 pranzo a Ponte Stue
con piatto del pastore (10 euro solo il pranzo, 15 euro colazione, aperitivo e pranzo),
musica e animazione. Alle 14 il gregge si rimetterà in marcia: l’arrivo alla malga è previsto
verso le 17. Chi avrà seguito le capre fino a destinazione potrà assistere alla prima
mungitura in quota.
La Comunità di Valle ha deciso di sostenere con un contributo economico l’iniziativa
organizzata dall’Associazione Allevatori Caprini Fiemme in collaborazione con la Pro Loco
Castello Molina di Fiemme: “Abbiamo voluto dare il nostro appoggio a questo evento
perché valorizza una tradizione secolare della nostra valle, facendo conoscere il mondo
dell’alpeggio e i suoi prodotti a turisti e residenti – afferma il presidente della Comunità,
Raffaele Zancanella, che aggiunge: “L’agricoltura e l’allevamento di montagna vanno
sostenuti non solo perché parte della nostra storia, ma anche perché contribuiscono al
mantenimento e alla cura del bosco e dei prati”.